Le foto di February2010


28 February 2010
 

In Italia, la corruzione è diventata un’istituzione.
Beppe Grillo



27 February 2010
 

Premetto che tutto del cerimoniale del rugby, questo sport adatto alle canaglie che viene giocato da gentiluomini, è toccante. La lealtà e la cavalleria dei tifosi delle due squadre rivali. L’attaccamento del pubblico italiano alla nazionale, che loro seguitano ad amare e ad incitare malgrado le tante sconfitte. Quel momento finale in cui gli atleti battuti applaudono i vincitori e viceversa. Meraviglie rispetto alle barbarie di tanta parte del cerimoniale caro al pubblico calcistico, le grida di “BU BU” a Mario Balotelli, il grido “Dervi morire!” all’Alessandro Del Piero che si era frantumato uan gamba a Udine.
Giampiero Mughini



26 February 2010
 

Il teletrasporto quantistico è una tecnica nell’ambito dell’informatica quantistica che permette di trasferire uno stato quantistico in un punto arbitrariamente lontano. Come conseguenza dei postulati della meccanica quantistica, il teorema di no-cloning quantistico vieta, in accordo con il teorema di non discriminazione quantistico, la creazione di un duplicato esatto di uno stato quantistico sconosciuto. Sorprendentemente, è però possibile trasferire lo stato quantistico di un sistema in un altro sistema. Questo, ovviamente, a patto di rispettare il teorema di no-cloning, ossia distruggere l’informazione nel sistema originale.
wikipedia



25 February 2010
 

La RAI è stata molto buona con Morgan…quando è uscita la sua intervista, credevo che lo fucilassero!
Adriano Celentano



24 February 2010
 

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, [...] bisogna coltivare [...] il coraggio di ribellarsi.
Rita Levi di Montalcini



23 February 2010
 

Se la Terra muore, voi morite. Se voi morite, la Terra sopravvive.
Klaatu - Ultimatum alla terra



22 February 2010
 
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Ho lavorato nel settore musicale per un po’. Sì, in tournée con i Metallica. Facevo il tecnico del suono. Una manica di stronzi!
Il grande Lebowski



21 February 2010
 

Il cartolaio di Casal di Principe mi sfotte divertendosi a sistemare “Gomorra” nel settore fiabe, accanto a Biancaneve e Cappuccetto Rosso.
Roberto Saviano



20 February 2010
 

C’è un tenorello di Sassuolo, dunque, che spopola ad Amici adottato dai presenti ed ascoltato ogni volta da un pubblico grande 1800 volte quello della Scala. In gran parte ragazzi. È bene? È male? Al posto di schierarci questa volta proviamo a ragionarci su. Matteo Macchioni, il tenorello, porta l’opera, si dice, ad un pubblico giovane. Proprio l’opera no, perché l’opera chiede una storia da vivere, un palcoscenico di teatro, un’orchestra, ed altre cose, tra cui l’adesione di chi ascolta a un linguaggio teatrale particolare. Generare confusione sarebbe un misero risultato. Ascoltare La donna è mobile da uno in calzoni e felpa senza avere capito la dissolutezza di duca libertino, con la sera che volge al temporale nella locanda diroccata sul fiume, e senza l’illusa ragazza che lo ama e lo scopre da lontano, è tutta un’altra faccenda. Però Matteo cantando ne porta un sentore, ne apre uno spiraglio, fa ascoltare una melodia elegante, ardita, non impacciata fra indugi cantilenati e rabbiosi frammenti ripetuti, anzi lanciata scopertamente. E anche Una furtiva lagrima, che un’altra volta ha eseguito, pur senza l’innocenza ruspante e patetica del contadino Nemorino, può coinvolgere nella tenerezza d’un amore. Lui canta bene, la sua voce è fragrante, appoggiata quanto basta per rivelarne un colore equilibrato e suadente, il respiro è ben calcolato, la dizione convincente; per ora è un «tenore leggero», poi con gli anni si saprà. Per esserne sicuri, si dovrebbe sentirlo in un teatro, senza microfono, con lo spazio giusto. A lui l’esperienza farà bene, imparerà un rapporto autentico col pubblico, e non mi sembra che con Maria De Filippi corra il rischio d’essere troppo sopravvalutato, data la spiccia ironia, provvida, della conduttrice.
Lorenzo Arruga - Il Giornale, 8 novembre 2009



19 February 2010
 

In una drammatica sequenza di “The Millionaire”, il protagonista e suo fratello perdono la madre durante un assalto perpetrato da integralisti indù ai danni dei musulmani di Bombay. Nel doppiaggio italiano la frase urlata «They are muslims, get them» («Sono musulmani, prendeteli!») è stata tradotta «Sono musulmani, scappiamo!», invertendo così il senso dell’intera scena, inducendo erroneamente gli spettatori a credere che gli assalitori fossero di religione musulmana e gli assaliti di religione indù. Ci si può accorgere dell’incongruenza anche guardando due scene che riguardano il fratello di Jamal, Salim: una in cui prega chiedendo perdono ad Allah, inginocchiandosi a terra, e un’altra alla fine, quando esclama “Dio è grande”, nella traduzione italiana, che altro non sarebbe che “Allah è grande”, esclamazione tipicamente musulmana.
wikipedia



18 February 2010
 

Grandissimi doni si veggono piovere da gli influssi celesti ne’ corpi umani molte volte naturalmente; e sopra naturali talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtú, in una maniera che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gli altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio, e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci.
Giorgio Vasari



17 February 2010
 

Il Savoia non è cantante, ha raccontato cantando la sua lettera d’amore per l’Italia.
Emanuele Filiberto si Savoia



16 February 2010
 

Io devo “buttare il sangue” se spero che MTV mi passi un intero concerto come fanno con Vasco Rossi, De Gregori e simili.
Edoardo Bennato



15 February 2010
 

La giustizia non esiste di per sé, ma solo nei rapporti reciproci, e in quei luoghi nei quali si sia stretto un patto circa il non recare ne ricevere danno.
Epicuro



14 February 2010
 
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Nel 2002 ha inciso una cover in lingua italiana del famoso pezzo “Basket Case” dei Green Day, intitolata “Mino, dove vai?”; la canzone non è mai stata pubblicata, ma Reitano ne ha fornito una performance live in una puntata del Maurizio Costanzo Show.
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