9 December 2010
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Per quanto riguarda la forma: non c’è nulla di male che un sindaco (Matteo Renzi, sindaco di Firenze) incontri un capo di governo per parlare dei problemi della sua città. Ma i luoghi, in quanto simboli, contano. Non si può andare, cappello in mano, nella residenza privata del premier. Tanto più se si ammette che “la notizia doveva restare riservata”.
Massimo Giannini
5 December 2010

In fondo la vecchiaia non è altro che il castigo di essere ancora vivi.
Oliviero Toscani
26 September 2010
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Noi siamo vivi, loro sono morti. Il comunismo è morto perchè lo hanno applicato male, non sanno neanche perchè. Questo capitalismo è morto perchè non prevede la democrazia. Il welfare è in crisi in tutta Europa. Vorrei capire veramente cosa abbiamo da perdere. L’Italia non è più una democrazia. Ognuno di noi ha un debito di 30mila euro, è un Paese in default.
Beppe Grillo
19 September 2010

L’onorevole Verdini non è iscritto, né lo è mai stato, alla massoneria del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. La sua storia politica, imprenditoriale e le vicende di altra natura che di recente lo vedono coinvolto, a torto o a ragione non sta a noi sindacarlo, riguardano esclusivamente l’onorevole Verdini. Il Grande Oriente d’Italia respinge pertanto ogni accostamento a costui.
il Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Massimo Bianchi
6 September 2010

Non basta dare le notizie, bisogna, come ha fatto Mentana, collocarle in piccoli scenari di approfondimento. Se si dice «processo breve» e poi non si spiega cos’ è e perché preme così tanto al premier è come banchettare attorno a una carcassa verbale svuotata di senso. Sta di fatto che il ticket composto da Tg La7 e «In onda» è, per ora, l’ unico momento di vera informazione televisiva.
Aldo Grasso
28 June 2010

Un sabato ventoso di 40 anni fa, senza telecamere attorno, è in calendario Rangers contro Bucks: partita da giocare in uno spiazzo delimitato da due porte costruite con legna fradicia e reti da pesca trovate su una riva. In campo, è il dicembre del ‘ 67, eroi della lotta antiapartheid che avevano negoziato anni e anni con la direzione del carcere per strappare il permesso di giocare 30 minuti ogni sabato nell’isola-prigione. A spiarli un tifoso sprangato in cella, cui quel permesso non sarebbe stato concesso mai: Madiba Mandela. Di questo parla, anzi urla, nel mondo pacificato che guarda alla festa dei Mondiali, “Molto più di un gioco”.
2 May 2010

L’architettura è sempre un passo avanti al pensiero comune. Per esempio… stavamo pensando a qualcosa di straordinario… una casa senza struttura… una casa senza fondamenta… praticamente, una casa che crolla subito. Straordinario.
Massimiliano Fuffas (Maurizio Crozza)
12 April 2010

C’è una bellezza nella tragedia. Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all’immagine e non di fronte alla realtà. Io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo.
Oliviero Toscani
7 April 2010

La Padania è una realtà politica, culturale ed economica ben nota in tutto il mondo, anche se la classe politica stracciona del Mezzogiorno finge di non saperlo, mentre per noi il Meridione esiste solo come palla al piede, che ci portiamo dolorosamente appresso da 150 anni.
Mario Borghezio
29 March 2010

Papà non era uno che giudicava le qualità degli altri. Non credeva nemmeno di essere un grande attore!
GianMarco Tognazzi
10 February 2010

Feltri è il Gesù Cristo dei giornalisti. A volte gli riescono pure i miracoli.
Renato Farina
5 February 2010

L’idea che la democrazia rappresenti il fine e la fine della Storia non è solo infantile e ingenua. È paranoica. La “fine della Storia” sarebbe la storia della fine, la morte dell’uomo, un Eden cimiteriale. Con buona pace dei liberaldemocratici anche la democrazia andrà, prima o poi, nella pattumiera della Storia che finirà solo quando anche l’ultimo uomo sarà scomparso dalla faccia della Terra.
Massimo Fini
29 January 2010

Oggi in Italia il marketing virale non è una pratica diffusa: è una pratica di cui si parla molto. La differenza è sostanziale. Mentre in altri Paesi su questo terreno dell’esperienza di marca si lavora molto e con idee spesso pregevoli che vengono attuate con risultati sorprendenti in termini di gradimento e impatto, qui da noi la cosa viene menzionata quasi sempre in sede di inizio lavori e poi alla luce dei fatti molto poco viene messo in pratica. Mancano i talenti per farlo? Non è questo il punto. Il fatto è che la gestione di operazioni “non convenzionali”, cioè che non rientrano nella filiera classica cui il sistema è abituato, richiede a monte una cultura professionale aperta all’innovazione. Cultura che deve appartenere sia al committente, sia alla struttura consulente, che per i mercati di massa è ancora in larga parte costituita da agenzie di adv. Le quali, per la maggior parte, ancora sostengono i modelli classici, perchè su questi basano la grossa fetta della loro operatività. Per quanto riguarda la marca, c’è viceversa ancora molta resistenza a interagire col consumatore in una dinamica aperta al feedback diretto da parte di questi, perchè l’idea di non controllare in toto il fenomeno comunicativo mette ansia, o innesca perplessità. Per fortuna le dinamiche che stanno muovendo i mercati verso questi tipi di comunicazione sono molto più ampie del nostro Paese, sono un fatto storico, una progressione dovuta e inevitabile. In altre parole, volenti o nolenti, si tratterà presto (se non già ora) di farsene una ragione e di cominciare il percorso. Percorso che riserverà belle sorprese che si chiamano aumento dell’efficacia, riduzione della spesa rispetto ai modelli abituali, coinvolgimento durevole del consumatore che -entrando in relazione con l’azienda attraverso canali nuovi e coinvolgenti- riaccenderà in sè stesso quella “passione” per la comunicazione che oggi si staspegnendo lentamente, assopita da quantità industriali di messaggiche sostanzialmente sono gli stessi ai quali il pubblico è esposto dapiù di vent’anni.Un lasso di tempo che fiaccherebbe qualunque modello comunicativo,anche il più brillante.
Maurizio Sala - Vicepresidente del Gruppo Armando Testa
spotx.blogosfere.it
15 December 2009

Non entro nel merito del processo, perché rispetto i tribunali. I processi vanno fatti proprio li, che sono l’unico posto dove, con una sentenza d’assoluzione o di condanna, si può toccare la dignità della persona. Altrimenti diventa un gioco al massacro. Io quelle cose le ho vissute e non le auguro a nessuno. Basta esaminare tutto quello che è stato detto e non c’è una sola parola dove si richieda nulla, non c’è una parola che possa riferire noi come complici di qualunque cosa. L’unica parola usata è “tutelati”, dopo essere stati massacrati partita dopo partita. C’è un grande millantatore che da una parte faceva un film, poi si girava e ne faceva un altro. La Fiorentina ha voglia di vincere con serietà e onestà. Non abbiamo nulla da temere e da nascondere.
Diego Della Valle
31 July 2009

Il 24 marzo 2009 esce il libro che racconta la vita di Nicola Legrottaglie e il suo incontro con Gesù. Il libro si intitola “Ho fatto una promessa”. Nicola ha deciso di intitolare il libro in questo modo perché racconta di un’esperienza avuta da bambino: in una preghiera aveva fatto la promessa dicendo a Dio che, se avesse potuto giocare almeno una partita in Serie A, sarebbe diventato missionario di Cristo nel mondo.